Questa volta la parte più ampia del numero non arriva dalla Gazzetta Ufficiale ma dalla Camera, dove sono stati pubblicati i testi di diverse proposte di legge: un nuovo reato per chi si organizza, anche solo in chat, per commettere violenze in piazza, il piano annuale sulla concorrenza che parte dai distributori di carburante, e proposte su pensioni, disturbi del neurosviluppo e finanziamenti al cinema. Nessuna di queste è legge, e ognuna può cambiare durante l’esame. In Gazzetta invece sono arrivati la delega che riscriverà le regole della polizia locale, ferme al 1986, il decreto sull’ex ILVA e le nuove regole sulla confisca dei beni.
Un nuovo reato per i gruppi violenti in piazza
La proposta di legge presentata da Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia) e da altri quattro deputati vuole aggiungere al codice penale l’articolo 416-bis.2. Oggi il codice punisce l’associazione per delinquere, che richiede un legame stabile e organizzato, e l’associazione mafiosa, con requisiti ancora più stringenti. Le violenze commesse durante un corteo si puniscono una per una, con pene più alte se avvengono in manifestazioni pubbliche, ma l’appartenenza a un gruppo nato per l’occasione non è di per sé un reato.
La proposta lo renderebbe tale. Basterebbe partecipare a un gruppo di almeno tre persone, anche senza stabilità né gerarchia, che si coordina via chat o sul posto per commettere resistenza a pubblico ufficiale, devastazione, lesioni o danneggiamenti. La pena sarebbe da due a otto anni, anche se le violenze non vengono poi commesse; da quattro a otto per chi promuove o organizza il gruppo.
Per chi sta intorno al gruppo è prevista una pena autonoma: dare rifugio, un pasto, un passaggio o un telefono a chi ne fa parte sarebbe punito da uno a quattro anni. La pena aumenterebbe se il gruppo usa chat cifrate per ostacolare le indagini, e fino alla metà se usa strumenti per intercettare o bloccare le comunicazioni delle forze dell’ordine. Per i condannati la confisca dei beni sarebbe sempre obbligatoria, con la formula già usata per i reati di mafia. Il testo non è ancora stato assegnato a una commissione.
La polizia locale va in revisione dopo quarant’anni
La legge n. 187 del 2026 non cambia subito nessuna regola: è una delega con cui il Parlamento fissa i principi che il Governo dovrà seguire nel riscrivere la legge quadro del 1986. Entra in vigore il 3 novembre 2026 e da quel giorno il Governo ha dodici mesi per adottare i decreti legislativi. La riforma riguarderà per la prima volta anche le funzioni di polizia locale di province e città metropolitane, non solo dei comuni, senza fondere i corpi locali con le Forze di polizia dello Stato.
Per gli agenti i decreti dovranno indicare le armi in dotazione, tra cui per la prima volta i dispositivi a impulsi elettrici come il taser, e i regolamenti dovranno prevedere giubbotti antitaglio e antiproiettile, caschi, scudi e bodycam. Chi finisce sotto processo per l’uso delle armi in servizio potrà farsi difendere a spese dell’ente, che si rivale se emerge un fatto doloso. La qualifica di agente di pubblica sicurezza avrà requisiti più stretti e potrà essere negata anche senza condanna penale, per condotte lesive del prestigio del corpo.
I comandanti saranno scelti con una procedura pubblica e le sale operative locali saranno collegate al 112. Le tutele su infortuni e causa di servizio partiranno non prima del 2027, con un fondo già esistente da 20 milioni l’anno; tutto il resto della riforma non deve costare nulla in più alla finanza pubblica.
Il piano concorrenza 2026 parte dai benzinai
Il disegno di legge annuale sulla concorrenza è una proposta del Governo, pubblicata dalla Camera il 16 ottobre. Nove dei suoi tredici articoli riguardano la rete dei carburanti, con oltre 22.000 impianti e circa 80.000 addetti. Per aprire un distributore non varrebbe più il silenzio-assenso: il Comune dovrebbe autorizzarlo in modo espresso entro novanta giorni, dopo aver verificato anche capacità economica, regolarità contributiva e controlli antimafia di chi lo chiede. Dal 1° gennaio 2028 non si potrebbero più autorizzare impianti che vendono solo benzina e gasolio.
Per i gestori nascerebbe il contratto di affidamento, della durata minima di quattro anni, con sanzioni da 2.000 a 20.000 euro per punto vendita a chi usa contratti diversi da quelli previsti dalla legge. Chi converte un impianto alla ricarica elettrica veloce o ai biocarburanti potrebbe ricevere fino al 50 per cento delle spese, con un tetto di 60.000 euro, da un fondo di 40 milioni l’anno dal 2028 al 2030.
Per gli automobilisti il testo contiene una delega di quattro mesi per riformare l’RC auto, a partire dal bonus-malus e dal contrasto alle frodi: l’effetto sui premi dipenderà dai decreti. Si potrebbe diventare mediatore immobiliare anche con una laurea e un esame, ma con un aggiornamento obbligatorio di almeno sedici ore l’anno. I consulenti del lavoro potrebbero depositare i bilanci al registro delle imprese, e per le televisioni comunitarie si stringerebbero i requisiti di accesso ai contributi pubblici. Il testo deve ancora essere assegnato a una commissione.
Ex ILVA, un sostegno per l’indotto
Il decreto-legge 185/2026, in vigore dal 17 ottobre, estende per la prima volta un’integrazione al reddito pagata dall’INPS ai dipendenti delle imprese fornitrici degli stabilimenti ex ILVA, dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027 e fino a esaurimento dei fondi. Chi assume a tempo indeterminato un lavoratore ex ILVA entro il 2027 non paga contributi fino a 8.000 euro l’anno e riceve 20.000 euro, se il rapporto dura almeno quattro anni. Gli altiforni possono restare in temperatura senza produrre fino alla decisione della Cassazione, e comunque non oltre il 15 dicembre. Il Senato ha avviato l’esame del disegno di legge di conversione (A.S. 2065).
Niente scatto dell’età pensionabile per gli invalidi gravi
Una proposta di legge presentata da Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle) vuole esentare chi ha un’invalidità almeno del 74 per cento dall’aumento di tre mesi dei requisiti pensionistici previsto dal 1° gennaio 2027, con un’esenzione parziale tra il 50 e il 74 per cento. Aggiungerebbe inoltre due mesi di contributi per ogni anno lavorato in condizione di invalidità grave, uno nella fascia intermedia. Il costo stimato è di 100 milioni l’anno dal 2028. Il testo non è ancora stato assegnato a una commissione.
Disprassia e neurosviluppo in una legge
La proposta di legge di Marianna Ricciardi (Movimento 5 Stelle) darebbe una definizione unitaria dei disturbi del neurosviluppo, con un piano nazionale e percorsi uniformi in tutte le regioni, e riconoscerebbe per la prima volta la disprassia. Il punto più concreto riguarda il compimento dei diciotto anni: le aziende sanitarie non potrebbero interrompere le cure finché un servizio per adulti non ha preso in carico la persona. Il fondo previsto è di 30 milioni l’anno dal 2027. Il testo è ancora da assegnare.
Meno fondi ai film più costosi
La proposta di legge di Gaetano Amato (Movimento 5 Stelle) e altri due deputati renderebbe il credito d’imposta per il cinema più basso al crescere del budget: sopra i 5 milioni di costo scenderebbe al 14 per cento, dal 40 massimo di oggi. Lo sconto fiscale spetterebbe solo ai film usciti in sala, escludendo serie tv e opere solo in streaming. I contributi selettivi sarebbero assegnati da venti esperti estratti a sorte invece che nominati dal ministro. Gli stessi deputati hanno presentato anche una proposta più breve, l’Atto Camera 2873, dedicata alla sola nuova Commissione. Entrambi i testi sono da assegnare.
Anche in Gazzetta
Il decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 186 recepisce la direttiva (UE) 2024/1260 sul recupero e la confisca dei beni di provenienza illecita. Introduce la confisca per equivalente dei beni usati per commettere il reato e quella dei beni passati a terzi che ne conoscevano l’origine, impone al giudice di verificare che i beni siano stati acquistati nel periodo dell’attività criminale e regola il sequestro delle cripto-attività, affidate a un servizio dedicato del Fondo Unico Giustizia. Riguarda soprattutto i condannati per reati gravi come corruzione, criminalità organizzata, terrorismo e narcotraffico. In vigore dal 31 ottobre 2026.
Cosa tenere d’occhio
Per l’ex ILVA le date sono due e vicine: il decreto va convertito in legge entro sessanta giorni dalla pubblicazione, e il 15 dicembre scade l’autorizzazione a tenere in temperatura gli altiforni. Per la polizia locale il 3 novembre fa partire il conto dei dodici mesi della delega. Tutte le proposte di legge del numero, compreso il piano concorrenza, devono ancora essere assegnate a una commissione: è il primo passaggio da cui si capirà quali arrivano davvero in discussione.









