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La proposta di sconto pensionistico per gli invalidi civili

Una proposta di legge alla Camera vuole esentare gli invalidi civili dall'aumento dei requisiti pensionistici legato alla speranza di vita.

ott 22, 2026

Il sistema pensionistico italiano alza periodicamente i requisiti di accesso man mano che aumenta la speranza di vita, e lo fa nello stesso modo per tutti i lavoratori. Una proposta di legge d’iniziativa parlamentare, presentata alla Camera dei deputati il 25 febbraio 2026 e annunciata in Aula il 27 febbraio 2026, con primo firmatario il deputato Andrea Quartini e il testo pubblicato soltanto a ottobre 2026, chiede di introdurre un’eccezione per chi lavora in condizione di invalidità civile riconosciuta.

Al 21 ottobre 2026 il testo non è ancora stato assegnato a una Commissione: non produce quindi alcun effetto, e quanto segue descrive ciò che accadrebbe soltanto se il Parlamento lo approvasse.

Atto Camera 2817

Come funziona oggi l’aumento dei requisiti

Dal 2010 la legge prevede un adeguamento automatico: ogni tre anni l’Istituto nazionale di statistica misura la variazione della speranza di vita, cioè il numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere, e un decreto del Ministero dell’economia aggiorna di conseguenza l’età richiesta per la pensione di vecchiaia e i valori che combinano età e anni di contributi.

Il meccanismo è stato scritto in termini puramente statistici e non guarda alle condizioni individuali:

i requisiti di età e di anzianità contributiva indicati al comma 12-bis sono aggiornati incrementando i requisiti in vigore in misura pari all’incremento della predetta speranza di vita accertato dall’ISTAT […]. In sede di prima applicazione tale aggiornamento non può in ogni caso superare i tre mesi e lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita.

Art. 12, comma 12-ter, lettera a), D.L. 78/2010

L’ultimo aggiornamento, disposto con decreto del 19 dicembre 2025, stabilisce che dal 1° gennaio 2027 i requisiti salgano di tre mesi e che i valori di somma tra età e contributi crescano di 0,3 unità.

È esattamente la data da cui la proposta vuole far partire la deroga, e il motivo per cui il tema torna ora all’attenzione: la media statistica si applica allo stesso modo a chi ha una salute piena e a chi lavora con una grave compromissione fisica, mentre l’aspettativa di vita delle due situazioni non è la stessa.

Due fasce di invalidità con trattamenti diversi

La proposta distingue in base alla percentuale di invalidità riconosciuta. Chi ha un’invalidità pari o superiore al 74%sarebbe escluso del tutto dall’aumento, restando fermo ai requisiti validi prima dello scatto:

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