Il decreto-legge interviene sulla crisi dell’ex ILVA su due fronti paralleli. Da un lato mette in campo denaro pubblico per i redditi di chi è rimasto senza lavoro o lo ha visto ridursi, allargando la platea per la prima volta anche ai dipendenti delle imprese fornitrici.
Dall’altro riscrive le regole per attrarre nuovi investimenti industriali nelle aree di Taranto e Brindisi. Le norme sono in vigore dal 17 ottobre 2026 e il Parlamento ha ora sessanta giorni per convertirle in legge, modificandole o confermandole.
Decreto-Legge n. 185/26 del 16 ottobre 2026 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2026
Chi lavora nell’indotto entra per la prima volta nella rete di protezione
Fino a ieri la legge guardava alle imprese fornitrici degli stabilimenti in crisi come a soggetti da aiutare sul fronte del credito, non del lavoro. Esisteva una garanzia pubblica gratuita sui finanziamenti per le micro, piccole e medie imprese che fatturavano almeno il 35 per cento con il committente in difficoltà, una misura che resta in piedi e non cambia.
Nessun ammortizzatore sociale, cioè nessun sostegno pubblico al reddito, era invece pensato per i loro dipendenti.
Il decreto introduce ora un’integrazione al reddito erogata direttamente dall’INPS, di importo pari alle ordinarie integrazioni salariali, per i dipendenti delle imprese private che sospendono o riducono l’attività perché lo ha fatto uno stabilimento di interesse strategico nazionale in amministrazione straordinaria, cioè affidato dallo Stato a commissari che lo gestiscono al posto dei proprietari perché in grave crisi. La misura copre il periodo dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027 e include i dipendenti di Adi Servizi Marittimi, la società del gruppo in amministrazione straordinaria.
Durante i mesi di sospensione l’INPS accredita comunque la contribuzione previdenziale, in forma figurativa, e quindi non si creano buchi nel percorso verso la pensione.
Il passaggio decisivo è dimostrare il legame economico con lo stabilimento in crisi. Non basta averci lavorato in passato: serve una dipendenza commerciale forte, misurata con una soglia precisa e su un periodo recente.
Si ha influsso gestionale prevalente quando […] la somma dei corrispettivi risultanti dalle fatture emesse dall’impresa destinataria delle commesse nei confronti dell’impresa committente […] abbia superato, nel biennio precedente al 1° settembre 2026, il 50 per cento del complessivo fatturato dell’impresa destinataria delle commesse.
Art. 1, comma 2
Sono i commissari straordinari dell’impresa committente a certificare l’esistenza dei rapporti contrattuali. All’azienda fornitrice spetta presentare una domanda telematica all’INPS con l’elenco nominativo dei lavoratori e informare i sindacati.
Una procedura più rapida del solito, con un tetto di spesa che può chiudere lo sportello
Per ottenere la cassa integrazione ordinaria o straordinaria le imprese devono normalmente attraversare un percorso articolato:


