Questa legge trasforma in norma definitiva un decreto d’urgenza approvato ad agosto, che impone a quattro categorie di imballaggi di plastica monouso di essere biodegradabili e compostabili. Riguarda chi produce e importa imballaggi, il settore alberghiero, la ristorazione e il catering, i confezionatori di frutta e verdura e le strutture ricettive.
Le modifiche introdotte dal Parlamento sono in vigore dal 7 ottobre 2026, mentre le sanzioni scatteranno soltanto dal 1° gennaio 2030.
Quali imballaggi devono diventare compostabili
L’obbligo non riguarda tutta la plastica monouso, ma quattro famiglie di prodotti ben delimitate.
La prima sono le confezioni di plastica usa e getta che contengono meno di 1,5 chili di frutta e verdura fresca preconfezionata: le vaschette e le retine del banco ortofrutta della grande distribuzione.
La seconda sono gli imballaggi monouso per alimenti e bevande destinati al consumo dentro i locali di alberghi, ristoranti e servizi di catering, cioè il settore che gli operatori chiamano HORECA, acronimo che riunisce hotel, ristorazione e caffetteria.


