Ogni anno il Parlamento verifica se le previsioni di bilancio approvate a dicembre stanno reggendo alla prova dei fatti e le corregge. Questa legge è quella correzione per il 2026: un solo articolo e sedici tabelle che spostano risorse tra entrate e ministeri, senza toccare le regole di nessuna prestazione o programma. È in vigore dal 9 ottobre 2026 e i suoi effetti si esauriscono con l’anno finanziario in corso.
Legge n. 165/26 del 18 settembre 2026 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24 settembre 2026
Un solo articolo e sedici tabelle
Il testo normativo di questa legge sta in una frase. Tutto il resto, cioè l’intero contenuto sostanziale del provvedimento, è nelle tabelle allegate, che l’articolo richiama rendendole parte integrante della legge.
La legge richiamata, la legge di bilancio 2026, è il punto di partenza obbligato per leggere qualunque cifra: tutti gli importi delle tabelle non sono stanziamenti assoluti, ma variazioni in aumento o in diminuzione rispetto a quanto era stato deciso il 30 dicembre 2025.
Due parole ricorrono in ogni riga e conviene chiarirle subito. La competenza è la somma che un’amministrazione è autorizzata a impegnare, cioè a vincolare giuridicamente nell’anno; la cassa è la somma che può effettivamente pagare nello stesso anno. Un capitolo può crescere in cassa senza crescere in competenza: significa che non ci sono nuovi impegni, ma lo Stato si attrezza a pagare più rapidamente obbligazioni già assunte. È un caso che in questo assestamento ritorna spesso.


